BAGDAD – Si sono aperte le urne in Iraq per le elezioni legislative. Circa 18 milioni di aventi diritto dovranno scegliere fra 6.218 candidati (fra cui 1.801 donne) per 325 seggi: i risultati definitivi non saranno noti prima della fine marzo e la formazione del nuovo esecutivo potrebbe rivelarsi un processo di mesi, nonostante la legislatura termini il 16 marzo e l’esecutivo uscente non potrà che dedicarsi al disbrigo degli affari correnti. Secondo la tv panaraba al Jazira l’affluenza alle urne è «modesta».
ATTENTATI - In diverse località del Paese si sono già verificati diversi attentati: almeno 24 i morti e una sessantina i feriti, secondo il ministero degli Interni. Numerosi colpi di mortaio hanno colpito un edificio a Bagdad, che è crollato, uccidendo almeno 12 persone, di cui quattro bambini. sotto i colpi di mortaio anche la Zona Verde della capitale irachena.
IL «COPRIFUOCO» DI AL QAEDA - Anche sabato, vigilia di un voto cruciale per la futura presenza delle truppe americane in Iraq, sono stati numerosi gli attentati, il più grave a Najaf, città santa sciita, dove un’autobomba è esplosa al passaggio di un pullman di pellegrini (tra cui molti iraniani), provocando tre morti e oltre cinquanta feriti; Al Qaida in Iraq ha proclamato un «coprifuoco», invitando la popolazione a stare lontana dalle urne, pena il rischio di incorrere nella «rabbia di Allah e dei Mujaheddin».
MISURE DI SICUREZZA - Le misure di sicurezza sono estreme: frontiere ed aeroporti sono chiusi da ieri alle 22 fino alle 5 di lunedì; contrariamente a quanto accaduto nel 2005, i militari statunitensi non parteciperanno tuttavia alle operazioni di vigilanza durante il voto.
I responsabili della sicurezza irachena hanno invece riferito di aver tolto le restrizioni alla circolazione delle auto a Bagdad che erano state decretate per proteggere i seggi elettorali da attentati. Il portavoce Qassim al-Moussawi non ha fornito spiegazioni per la decisione limitandosi a precisare che resta invece in vigore il blocco per autobus e camion.
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ROMA – Napolitano si è affidato al sito Internet del Quirinale per spiegare il delicato, e contestato, iter legislativo sulle liste escluse e poi riammesse alle elezioni regionali. Lo spunto sono le lettere di due cittadini, una a favore e l’altra contraria al decreto «salva-liste». «Non era sostenibile – scrive Napolitano – che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano».
INEVITABILE IL DECRETO LEGGE - «I tempi si erano a tal punto ristretti – dopo i già intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano – che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge». Napolitano spiega anche che, al di là della ventilata soluzione politica alla mancata presentazione delle liste, c’era la necessità di intervenire tempestivamente. Il testo del decreto legge, aggiunge poi il presidente «non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità».
RISPETTO PER IL CAPO DELLO STATO – «Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri». Si chiude così la risposta del Capo dello Stato apparsa sul sito del Quirinale.
BERSANI: «NAPOLITANO NON C’ENTRA CON IL TRUCCO DEL PDL» – A difesa del Presidente della Repubblica è intervenuto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani parlando del Dl sulle regionali: «il presidente della Repubblica non c’entra niente, non si nascondano dietro al presidente della Repubblica. La Costituzione la conosciamo. Loro sono responsabili di quello che hanno scritto, del trucco vergognoso che hanno introdotto». Il segretario del Pd ha poi aggiunto che « il giudizio su queste norme deve venire da una mobilitazione che vogliamo fare. Consideriamo nullo ogni accordo per la gestione di questa settimana parlamentare»; poi «vogliamo che si pronuncino i livelli giurisdizionali, immaginiamo che questa norma possa essere messa ad una valutazione più attenta della Corte costituzionale».
BOSSI: «NAPOLITANO OTTIMO PRESIDENTE» – Apprezzamento per il Presidente della Repubblica è arrivato anche da Umberto Bossi: «Il capo dello Stato nella vicenda del caos delle liste è stato molto equilibrato. Napolitano ogni giorno che passa, vicenda dopo vicenda, si dimostra un ottimo presidente della Repubblica».
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